Ode a Balotelli
Il calcio non è rugby, questo è certo.
Troppa diversa la foga, la grinta, l’incazzatura. Per placcare un avversario devono ben girarti gli zebedei. Tipo che hai litigato a casa e, invece di tua moglie, meni il primo che passa. Allo scopo di prendere una palla stronza, che invece di rimbalzare come tutte le palle, schizza via a destra e a sinistra, rotolando e non rimbalzando. E’ come portarsi dietro una pietra, anche se leggera. E la devi portare dall’altra parte tenendotela in grembo e correndo come un pazzo, incontro a un altro pazzo che come minimo ti cintura al volo.

Prova a immaginare Javier Zanetti. Prendilo con la sua espressione altera, i quadricipiti quadrati, la sua corsa sulla fascia e il capello sempre immobile e scolpito. Prova a immaginare Javier Zanetti in mezzo a Francia-Irlanda di rugby. Come minimo, quelli della pietra che rotola si fermano, lo guardano, e cominciano a corrergli dietro, urlando.
Ecco, il calcio è così. I suoi protagonisti, per arrivare dall’altra parte e buttare la palla in rete, disegnano, mica si azzuffano. Non a schiaffi, ma in punta di piede. E’ il fioretto rispetto alla mazza ferrata. Ed è un’arte, un fantasioso intarsio di palleggi a centrocampo, fughe sulla fascia, passaggi filtranti.
Tutto molto bello. Ma un po’ di incazzatura, in questo calcio, non fa male. E se Zlatan Ibrahimovic si atteggia ad incazzato per fare un po’ di scena e giocare a fare highlander, Mario Balotelli è proprio incazzato. Vero.
Ripensa all’inizio di marzo, in Coppa Italia, Sampdoria-Inter. Questo invasato si getta per andare a rete, e nella foga si schianta sul palo. Non di testa: gli finisce contro, con tutti gli zebedei. Foga agonistica, si chiama. Sui campi di calcio, quelli italiani in particolare, se ne vede sempre meno. Ci sono le sceneggiate, ci sono le crisi isteriche. Ma di foga, poca. E Mario Balotelli, nonostante le sue sceneggiate e le sue crisi isteriche, è una boccata di ossigeno. E’ un marcantonio di 88 chili su 189 centimetri, veloce nella corsa e superbo nel palleggio, uno che ti inventa la sventola di destro al volo di domenica scorsa contro il Chievo. E’ un giocatore moderno: fisico e tecnico allo stesso tempo.
E’ anche nero. Nato a Palermo. Cresciuto a Brescia.
Prova tu ad essere un palermitano nero a Brescia, che corre nel campo dell’oratorio di Mompiano, tra gente che ti guarda come un ufo. Provaci. Poi vediamo se non sei incazzato anche tu. E se non hai voglia di spaccare il mondo. O perlomeno di zittirlo.
Tags: calcio, Chievo, Inter, Javier Zanetti, Mario Balotelli, politica, rugby, Sampdoria, Zlatan Ibrahimovic
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