Cosa si muove dentro la Juve
«Non allenerò più squadre di club, ma non è escluso che in futuro faccia qualche altra cosa nel calcio». Per una combinazione che solo la dea Eupalla sa quanto sia stata casuale, il commissario tecnico della nazionale Marcello Lippi ha parlato del suo futuro proprio nelle ore in cui alla Juve – secondo quanto racconta SkySport24 – si accarezza l’idea di creare una figura intermedia tra dirigenti (Jean Claude Blanc e Alessio Secco) e tecnico (Claudio Ranieri, allo stato attuale).

Sarebbe stato proprio Ranieri, secondo la tv satellitare, a suggerire a Blanc l’ipotesi di un uomo che ricopra il ruolo di cinghia di trasmissione tra allenatore e società e che, soprattutto, gestisca i delicati rapporti all’interno dello spogliatoio bianconero.
Dall’altra parte del Po, nel disperato Toro di questi anni, si parla da tempo della necessità di una figura simile come elemento indispensabile per raddrizzare una barca che ondeggia pericolosamente tra l’accentratore Urbano Cairo e la giostra impazzita della panchina granata, che ha cambiato titolare per ben nove volte. In quel caso molti vedevano nel nome di Renato Zaccarelli l’identikit perfetto, ma alla fine è arrivato Rino Foschi, per anni domatore di Maurizio Zamparini e infine domato da Enrico Preziosi, che lo ha tenuto al Genoa giusto il tempo di un’estate.
Le vicende in casa Juve, però, sono altra cosa. Diversi i budget da gestire, diversi i riflettori sotto i quali dover agire. L’unico vero effetto perdurante di Calciopoli è infatti che gli eventi della compagine bianconera continuano ad essere letti attraverso una filigrana che ha un nome ed un cognome, quelli di Luciano Moggi. Lo spettro del manager di Monticiano aleggia perpetuamente sulle vicende della Vecchia Signora: sui rapporti tra Moggi e Secco si sono consumate le polemiche; il ventilato ritorno di Lippi è stato letto da molti (addirittura dal giornale di casa Agnelli) come il primo mattone di una possibile restaurazione, suggellata da un altro ritorno eccellente, quello di Fabio Cannavaro. Illazioni e malelingue, probabilmente.
Di certo sorprendono i nomi che SkySport24 individua come possibili candidati al ruolo di “angelo custode” della panchina juventina. Non tanto quello dell’attuale dg della Sampdoria Beppe Marotta, quanto quello di Franco Baldini, ovvero l’anti-Moggi per eccellenza. Fu lui, nel marzo del 2005, e dunque in tempi non sospetti, a lanciare in un intervista concessa a Serena Dandini, pesantissimi strali contro la Gea, la Juve e il Milan. E fu proprio quello di Baldini il primo nome ad essere indicato come possibile direttore sportivo della Juve nel 2006, dopo la bufera di Calciopoli. Lui, allora, cortesemente rifiutò: “Non me la sento”, disse.
Chissà se oggi se la sentirebbe, Baldini. Chissà se accetterebbe di ricoprire il ruolo su cui Blanc e Ranieri stanno ragionando. Chissà cosa pensa dell’annuncio di Lippi, il quale non esclude di fare “qualche altra cosa nel calcio”. E chissà cosa pensa della prima pagina di Tuttosport di oggi, ove campeggia un editoriale il cui titolo dice tutto: “Lippi supervisore”.
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